Nicolas Poussin: Battaglia di Giosuè contro gli Amaleciti

Michele Illiceto è intervenuto sull’Attacco del 17 settembre sul mio Dio è falso. Di seguito la mia replica, pubblicata sempre sull’Attacco il 22 settembre, con il titolo Perché Dio è falso. Sono grato a Michele Illiceto per la sua lunga lettura del mio Dio è falso sull’Attacco di sabato 17 settembre. Sono abbastanza felice che sia riuscito a resistere alla tentazione di convertirsi all’ateismo, come scrive: perché l’obiettivo di quel libro non è quello di convertire chicchessia all’ateismo. In genere gli atei non fanno proselitismo. Si accontentano di poter dire le loro ragioni, una cosa che non è affatto scontata ancora nella nostra società. Ma in quel libro non cerco solo di spiegare le ragioni dell’ateismo. Il punto centrale è un altro, ed ha a che fare con ciò di cui mi occupo da sempre: la violenza. La mia tesi non è affatto, come sembra ritenere Illiceto, che Dio è falso perché non è razionalmente dimostrabile. Una tesi che sarebbe tutt’altro che peregrina, a dire il vero, ma che richiederebbe una analisi preliminare di cosa è ragione. Nel libro in realtà mi sbarazzo abbastanza rapidamente della questione delle prove razionali, o presunte tali, dell’esistenza di Dio, sia perché esistono intere…

Qualche anno fa ho letto un libro di Sergio Givone intitolato Quant’è vero Dio. M’è tornato in mente, il libro, qualche mese fa. Finita la stesura di un libro sull’ateismo, restava da decidere il titolo. E ho pensato che se un credente può titolare un libro Quant’è vero Dio, un ateo può titolarlo Dio è falso. Del resto, di questo si tratta. Per i credenti Dio è vero, per i non credenti Dio è falso. Ognuno crede di aver ragione, ma le due affermazioni dovrebbero avere la stessa legittimità. Mi sbagliavo. Pubblicato il libro, ho pensato di pubblicizzarlo su Facebook. A dire il vero più per curiosità e per capire come funziona. Ed è stata, infatti, una esperienza istruttiva. La pubblicità è stata respinta con motivazioni poco chiare. Ho contattato il supporto Meta per chiederne la ragione. La conversazione è riportata di seguito (per comodità di lettura ho incollato il testo, ma posso naturalmente fornire lo screenshot). Il libro è stato rifiutato per il contenuto e il titolo. Su Facebook non è possibile pubblicizzare un libro intitolato Dio è falso. Offende la religione. Con buona pace della libertà di pensiero. Quello che sta accadendo è tanto chiaro quanto inquietante. Siamo…

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Giusy Capone mi ha intervistato per il suo blog a proposito di Dio è falso. Una breve introduzione all’ateismo. “Dio è falso” è un’introduzione all’ateismo. Qual è la sua posizione rispetto all’inclusione o all’esclusione della posizione degli agnostici sotto l’ombrello dell’ateismo? L’agnostico ritiene che, riguardo a Dio, non si possa né affermare né negare. Spesso questa posizione è sostenuta con l’argomento che anche negare Dio, non potendosi dimostrare la non esistenza di Dio, è una forma di fede. Un argomento che però non considera che l’onere della prova spetta a chi afferma, non a chi nega. Spetta a chi afferma che Dio c’è, dimostrarne l’esistenza; e in assenza di prove valide, quella affermazione è falsa. La mia idea è che l’agnosticismo sia ateismo. L’ateo non nega qualsiasi concezione di Dio. Se qualcuno affermasse che Dio è l’universo, l’ateo non avrebbe nulla da obiettare. Non si può negare a nessuno il diritto di considerare divino l’universo, né si può negare che l’universo esista. Quando si parla di Dio si intende, in Occidente, un essere personale, buono, creatore del mondo e che si prende cura dell’essere umano. Ma, soprattutto, si intende un essere che si rivela, che si rende conoscibile, anche se…

Ho lavorato lo scorso luglio a un opuscolo sull’ateismo che è cresciuto fino a diventare un libro: Dio è falso. Una breve introduzione all’ateismo, uscito con il mio progetto libertario endehors. Il libro è disponibile in ebook e cartaceo presso tutti gli store online: La Feltrinelli, IBS, Kobo, Amazon, StreetLib. Ringrazio intanto Marco Trainito per questa bella recensione in anteprima (dal suo profilo Facebook). La copertina Sulla miseria morale del Dio biblico Ho avuto il privilegio di poter leggere in anteprima questo brillante pamphlet dell’amico Antonio Vigilante, che sta per essere pubblicato in versione sia cartacea che digitale. Non si tratta solo di una rapida sintesi dei più noti argomenti razionalistici contro i testi sacri dei tre principali monoteismi che l’Occidente ha elaborato – diciamo – da Vanini a Dawkins (entrambi citati nella “bibliografia minima” posta in chiusura, insieme a Spinoza, Meslier, Hume, Feuerbach, Nietzsche, Rensi, Onfray e Odifreddi). Vigilante è filosofo e pedagogista, conosce l’ebraico ed è soprattutto un cultore della spiritualità orientale, e questo lo spinge a focalizzare l’attenzione soprattutto sugli aspetti etici delle dottrine religiose esaminate. Dopo una carrellata sulle classiche argomentazioni filosofiche contro l’idea stessa di un qualsiasi dio, il lettore è guidato nel luna park dell’orrore…

Un gruppo di monache con studenti aborigeni, Port Harrison, Quebec, circa 1890. BiblioArchives, https://www.flickr.com/photos/lac-bac Licenza CC BY 2.0

Tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e gli anni Novanta del secolo scorso il governo canadese ha costretto i bambini appartenenti a famiglie di nativi americani a frequentare un sistema di scuole gestito da diverse Chiese cristiane, l’Indian residential school system. Il compito di queste scuole era quello di far sì che i bambini dimenticassero la loro cultura di origine e venissero formati secondo la cultura e la religione dominante. Questa violenza culturale, già terribile, è tuttavia solo parte della violenza che questi bambini si trovarono a subire. Sequestrati alle famiglie, sottoposti a maltrattamenti ed abusi sessuali, sterilizzati, racchiusi in edifici malsani, tenuti in condizioni igieniche precarie, migliaia di questi bambini – in alcuni periodi addirittura più della metà degli ospiti – hanno perso la vita negli anni in queste scuole più simili a lager che a istituzioni educative. Quelli che sono sopravvissuti hanno trovato, a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, la forza per denunciare ciò che hanno subito ed avviare le ricerche su quello che appare come un vero genocidio. La Truth and Reconciliation Commission of Canada, nata nel 2007 per accertare la verità e favorire la riconciliazione nazionale, ha chiesto da tempo a papa Francesco di chiedere…

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Dal Rinascimento in poi, gli sviluppi della scienza e della filosofia hanno progressivamente sgretolato il terreno metafisico-cosmologico su cui poggiava la dottrina cristiana. A fine Ottocento il processo è compiuto: si tratta solo di trarne le conclusioni. E lo fa Nietzsche con l’annuncio della morte di Dio; un annuncio fatto non a credenti, ma ad atei, proprio perché non si tratta di dire che Dio non c’è, cosa ormai banale ed evidente a tutti, ma che se Dio non c’è tutti i nostri valori devono essere trasmutati. Se era evidente a tutti, non lo era per la Chiesa cattolica, che per decenni ha continuato ad affermare e riaffermare caparbiamente il proprio contenuto dogmatico. Fino a quando è arrivato il colpo di grazia: la società del benessere, che progressivamente ha ridotto nei paesi industrializzate le basi sociologiche del suo consenso: una ampia massa di persone ignoranti, superstiziose, bisognose di rassicurazione ultraterrena perché spaventate da una vita difficile. Di fronte a questi cambiamenti epocali le posizioni possibili sono quattro. La prima è quella imboccata di un ripensamento serio e profondo del cristianesimo alla luce dei cambiamenti sociali e culturali. È la via imboccata dall’avanguardia più coraggiosa della teologia contemporanea, in particolare protestante,…

Blasphemy box

– Ecco il corpo di Cristo.- Grazie. Se non le dispiace, gradirei il fegato. Sa, il dottore dice che ho carenza di ferro. Ragioniamo di blasfemia. La società è fatta, tra le altre cose, di discorsi. La pratica educativa, ad esempio, è il risultato dei nostri discorsi sulla pratica educativa, che hanno sempre un carattere performativo. La relazione educativa può essere simmetrica? No, c’è sempre un dislivello, un rapporto di potere. E questo discorso diffuso fa sì che la relazione educativa sia per lo più asimmetrica. Di per sé, non c’è alcuna asimmetrica intrinseca nella relazione educativa. Lo stesso vale per qualsiasi aspetto della società. La società è il risultato dei nostri discorsi pubblici. Ora, ogni discorso pubblico può essere criticato. È un diritto elementare prendere parte al discorso pubblico con piena libertà di critica. È un diritto elementare poter dire, ad esempio, che no, la relazione educativa dev’essere simmetrica e libera da potere. È un diritto elementare di chiunque provare a cambiare la società dando il proprio contributo al discorso pubblico. E questo contributo può includere anche la critica aspra, il sarcasmo, la satira. Da diversi secoli, la religione è diventata parte integrante del discorso pubblico. A dire il vero,…

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“Un mondo senza religioni sarebbe un mondo più bello e meno violento?”, si chiede su Gli Stati Generali il pastore battista Gabriele Arosio. E posta così, la questione difficilmente può trovare risposta. In primo luogo, perché non è affatto facile distinguere cosa è religione e cosa non lo è. Il concetto di religione è occidentale; siamo sicuri che il dharma degli hinduisti, per non fare che un esempio, sia esattamente la stessa cosa? E il Confucianesimo cos’è? Confucio parla pochissimo di questioni ultime, e molto di etica. Sembra più un filosofo che un fondatore di religioni; ma del resto lo stesso concetto di filosofia è occidentale. Ammesso anche che cristianesimo, islam, buddhismo e confucianesimo possano essere concepiti insieme come religioni, non ha molto senso parlarne all’ingrosso. Bisognerebbe chiedersi quanta violenza vi sia in ciascuna di essere, piuttosto che ritenere che meritino di stare in piedi o debbano cadere tutte insieme. Ma più che di religione, sarebbe soprattutto il caso di parlare di Weltanschauung, visione del mondo. Noi esseri umani abbiamo una serie di bisogni, ben sintetizzati dalla piramide di Maslow. Abbiamo bisogno di mangiare e bere, di coprirci, di essere al sicuro, di realizzarci, di essere amati. Ma abbiamo anche un bisogno fondamentale, senza il quale la…

In occasione della consegna dei diplomi di licenza tre normaliste, Virginia Magnaghi, Valeria Spacciante e Virginia Grossi, hanno letto un testo che è una denuncia della deriva non solo della Normale di Pisa, ma dell’intero sistema universitario italiano (qui il testo, qui il video della lettura). Un testo che non commento, perché ho davvero poco da aggiungere. Mi piace invece dire due o tre cose sulla replica che un altro ex normalista, Claudio Giunta, ha scritto per il Post. “Tu non esisti” Esordisce, Giunta, con un’affermazione incredibile: “Quattro o cinque anni di frequenza universitaria come studentesse e studenti non bastano, di per sé, a mettere queste studentesse e studenti nella condizione di dire cose particolarmente profonde o interessanti sull’università”. Chi è legittimato a parlare di università? Solo i docenti, in virtù della loro vasta esperienza? Quale esperienza particolare occorre per notare, come fanno le tre normaliste, che solo tre donne su tredici membri siedono nel Senato Accademico della Normale? Che “di 10 professori ordinari nella classe di Lettere, nove sono uomini” è una informazione che uno studente può ottenere facilmente, e che forse solo uno studente — non i nove ordinari maschi, e ancor meno forse l’ordinaria donna — può sottolineare. Tacendo del fatto che…

Si legge nella Nota verbale mandata al Governo italiano dalla Segreteria di Stato Vaticana per esprimere le perplessità della Chiesa riguardo al ddl Zan: “Diverse espressioni della Sacra Scrittura, della Tradizione ecclesiale e del magistero autentico dei Papi e dei Vescovi considerano, a molteplici effetti, la differenza sessuale, secondo una prospettiva antropologica che la Chiesa cattolica non ritiene disponibile perché derivata dalla stessa Rivelazione divina.” E vediamola, questa prospettiva antropologica non disponibile. “Chiunque abbia giaciuto con un uomo come si giace con una donna, hanno compiuto tutti e due un abominio; siano messi a morte. Il loro sangue ricada su di essi”. E’ il Levitico (20, 13), con l’Esodo il centro stesso dell’Antico Testamento. Il termine adoperato è תועבה, che indica una cosa disgustosa, che suscita orrore. Che un uomo faccia l’amore con un altro uomo è una cosa disgustosa, e talmente disgustosa, che entrambi devono essere uccisi. Uccidere è meno disgustoso che amare. Esistono oggi persone che ritengono che questo passo non sia l’espressione di una società arcaica, patriarcale, rozza e violenta, ma nulla di meno che la voce di Dio. E come tale, appunto, “non disponibile”. Ora, bisogna dirlo forte: se c’è qualcosa che è abominio, è questo testo. E disgustoso,…