Questa mattina con le mie classi – la quarta e la quinta – ho incontrato Francesca Brancati, ex studentessa della mia scuola ed attivista per i diritti LGBT (di lei si sono occupati negli ultimi giorni i giornali per una lettera con la quale ha chiesto pubblicamente alla Barilla di sponsorizzare il suo matrimonio con la sua compagna, quale riparazione per le infelici dichiarazioni di Guido Barilla sulla inopportunità di mostrare una famiglia omosessuale negli spot pubblicitari della sua azienda).Abbiamo discusso per due ore in quarta, fino alla fine della giornata scolastica: ed i ragazzi hanno mostrato l’interesse che sempre c’è, a scuola, quando non si tratta di girare stancamente intorno al manuale, in vista dell’interrogazione.Ad un certo punto viene fuori una questione di cui avevano parlato durante la precedente ora di religione: Vendola che stanzia dei soldi per finanziare i cambi di sesso, togliendo fondi ad altri settori della sanità. Non so nulla della cosa, la sento ora per la prima volta: e dunque non commento la notizia, riservandomi di approfondirla.Giunto a casa, faccio un giro in rete, e trovo i seguenti titoli:Delibera choc di Vendola: soldi a chi cambia sesso (il Giornale.it)”Soldi pubblici per cambiare sesso” (Unione Sarda)Puglia…

I simboli degli zingari sui citofoni: una bufala vecchiama che gode di ottima saluteL’ultima, in ordine di tempo, è la storia della bambina di undici anni morta perché un americano si è rifiutato di donarle il midollo osseo in quanto italiana. Una storia che indigna: ma che è falsa. Non è mai esistito un donatore americano. C’era un donatore tedesco tedesco che però, come ha spiegato il direttore del Centro Nazionale Trapianti, non ha potuto donare perché nel frattempo le condizioni della bambina si erano aggravate. Una bufala, dunque. Una notizia falsa che però viene diffusa come se fosse vera. Una delle tante. Sui social network proliferano. Ogni giorno ne compare una nuova, ma tornano anche spesso quelle vecchie. Le smentite non servono a nulla, le bufale si diffondono come virus resistenti a qualsiasi antidoto. Ed è così che, per fare solo qualche esempio, c’è gente che si indigna ancora per il disegno di legge del senatore Cirenga, che istituisce un fondo per tutti i parlamentari che non trovano lavoro entro un anno dalla fine del mandato – che non esista né sia mai esistito alcun senatore Cirenga è un dettaglio trascurabile – , mentre altri si temono di essere…

Philippe MeirieuIn un libro dal titolo militante – Pédagogie: le devoir de résister (Esf, Issy-les-Moulineaux 2007) – Philippe Meirieu, una delle voci più ascoltate della pedagogie francese, sostiene, sulla scorta di Hannah Arendt, che occorre segnare un confine netto tra infanzia ed età adulta: l’educazione riguarda solo i bambini, non gli adulti; “non si possono educare gli adulti, né trattare i bambini come dei grandi. (…) All’educazione, nella misura in cui si distingue dal fatto di apprendere, bisogna che si possa assegnare un termine” (Arendt, citata a p. 71). Le ragioni di questa separazione sono in ultima analisi politiche: nei totalitarismi gli adulti sono infantilizzati e sottomessi ad un’autorità. Commenta Meirieu:Da questo punto di vista, la separazione di cui parla Hannah Arendt è fondatrice della possibilità stessa di ogni democrazia: bisogna istituire una frontiera – anche arbitraria – tra i bambini e gli adulti. E’ l’esistenza di questa frontiera che permette al tempo stesso l’educazione dei bambini e l’esercizio del potere dei cittadini. Il bambino deve dunque essere educato e, durante questo tempo, non può essere considerato un cittadino, a rischio di cadere in una confusione generatrice di gravi abusi. L’adulto, dal suo canto, se può continuare ad apprendere, non…