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E’ uscito il mio ultimo libro: A scuola con la mindfulness. Riflessioni ed esercizi per portare l’Educazione Basata sulla Consapevolezza nella scuola italiana, Terra Nuova. Parte da qui:La violenza esiste. Ognuno di noi l’ha vissuta sulla sua pelle, in una forma o nell’altra, l’ha vista, sentita, subita, o toccata attraverso il racconto, l’immagine, il suono. Ognuno di noi l’ha esercitata, in una forma o nell’altra. Siamo nella violenza. Da secoli costruiamo inferni per noi e per gli altri. Perché? La presenza della violenza mi interroga, mi inquieta, mi indigna. Perché si violenta, si uccide, si degrada l’altro? Perché si riduce un essere vivente a cosa? Perché si crea il nemico e lo si massacra?Non ho risposte certe, ma solo ipotesi. Può essere che la specie umana sia violenta per natura, che la violenza sia radicata nelle nostre non troppo lontane origini animali, può essere che siamo, in fondo, predatori specializzati nel predare all’interno della nostra stessa specie. Può essere che la violenza sia legata a certe organizzazioni socio-economiche, che nasca con la divisione della proprietà, e che sia destinata a finire con la fine della proprietà. Può essere che la violenza sia il portato di alcune visioni culturali, che spingono…

E’ uscita presso l’editore Quartet di Rio de Janeiro l’edizione brasiliana di Pedagogie della liberazione, libro che ho scritto a quattro mani con Paolo Vittoria, docente di Filosofia dell’educazione all’Università di Rio de Janeiro. Nel libro io e Paolo ragioniamo di educazione e liberazione facendo interagire il pensiero e la prassi educativa di Freire, Boal, Capitini e Dolci. Un lavoro di pedagogia politica ed interculturale che mi ha arricchito molto, e che spero possa servire, ora, a far conoscere meglio in Brasile i nostri Aldo Capitini e Danilo Dolci. Sono particolarmente grato a William Soares dos Santos, per essersi sobbarcato la fatica della traduzione e per la bella introduzione all’edizione brasiliana del libro (che si aggiunge a quella dell’edizione italiana, di Peter Mayo). 

E’ uscito il mio libro L’educazione è pace. Scritti per una pedagogia nonviolenta (Edizioni del Rosone), con una presentazione di Paolo Vittoria, che è anche il direttore della nuova collana Praxis, in cui il libro compare.Dalla quarta di copertina:”L’unico modo per favorire il sorgere di future generazioni di persone giuste, vere, democratiche è quello di creare per loro fin d’ora situazioni che siano libere dall’intossicazione del falso, dalla competizione egoistica, dall’ipocrisia, dalla sopraffazione. Gran parte dell’educazione consiste nel far entrare aria pulita – moralmente, intellettualmente pulita – nelle situazioni umane.”

ALL’INIZIO degli anni Settanta Danilo Dolci maturò il progetto di creare un centro educativo che impiegasse la metodologia della maieutica reciproca, già sperimentata con successo come strumento per lo sviluppo comunitario. Il progetto non era particolarmente audace per chi, con la sola forza della maieutica e della protesta nonviolenta, era riuscito tra l’altro a creare una diga, quella sullo Jato, sottraendo alla mafia il controllo dell’acqua. Doveva essere, il centro educativo, una struttura progettata maieuticamente, vale a dire ascoltando le aspirazioni di bambini e ragazzi, padri e madri, educatori della zona. Nasce così il centro educativo di Mirto, in una bellissima posizione collinare che consente di vedere il mare, come richiesto soprattutto dai bambini. Ma le difficoltà non sono poche.Per la mancanza di fondi si riesce a costruire solo una parte dell’edificio progettato, e ciò consente una sperimentazione limitata ai bambini più piccoli, mentre le cattive condizioni della strada di accesso al Centro costringono perfino alla chiusura per assicurare l’incolumità dei bambini. La sperimentazione procede comunque per qualche anno, con esiti interessantissimi, grazie anche alla collaborazione di pedagogisti come Paulo Freire e Bogdan Suchodolski, finché si decide di chiedere che il centro venga riconosciuto come scuola statale sperimentale. Il riconoscimento…