Valutazione della Progettazione didattica condivisa

Come previsto, alla fine del primo quadrimestre mi sono fermato con la classe quarta per valutare la sperimentazione della Progettazione didattica condivisa. Si trattava di decidere se procedere anche nel secondo quadrimestre o tornare al modo di lavoro tradizionale.

La valutazione è stata effettuata in data 29 gennaio è stato sottoposto agli studenti con un questionario anonimo con domande a risposta multipla e a risposta aperta.

Queste le risposte.

Ti sembra che questo metodo abbia migliorato la qualità del tuo apprendimento?

Ti sembra che questo metodo abbia migliorato la tua autonomia nell’acquisizione delle conoscenze?

Ti sembra che questo metodo abbia migliorato le tue relazioni con i compagni?

Quali ti sembrano i punti di forza della sperimentazione?

Riusciamo ad unire più idee tutte insieme

il fatto di essere autonomi nello studio, mi ha aiutata ad essere più organizzata nello studio e attenta nel prendere appunti

imparare a gestire la quantità di studio in maniera autonoma 

renderci indipendenti di studiare da soli e poi eventualmente fare riferimento al professore per chiarire i dubbi

i punti di forza di questa sperimentazione sono la maggiore consapevolezza e autonomia che comporta questa metodologia.

sicuramente è un metodo innovativo che potrebbe invogliarci maggiormente a studiare poiché più o meno siamo noi che scegliamo gli argomenti che più ci interessano e approfondiamo autori e il loro pensiero

Il fatto che dobbiamo imparare a studiare  i filosofi da soli

I punti di forza di questa sperimentazione sono molteplici: Il primo e più importante è sicuramente il fatto che abbiamo cambiato il nostro metodo di studio, ciò comporta in automatico che riadattiamo la nostra capacità di apprendere a situazioni estranee. Aiuta anche nell’ imparare a studiare da soli, come spesso ci troviamo a fare, con la differenza che prima non sapevamo dove mettere le mani. Questo metodo favorisce la socializzazione, sacrificando però una parte dell’ apprendimento

È una novità

Il punto di forza maggiore della sperimentazione è l’acquisizione di più autonomia nell’apprendimento

i punti di forza sono sicuramente il lavoro svolto insieme ai compagni di classe poiché aiuta a confrontarci e ad aiutare a capire meglio gli argomenti trattati nel programma; un’altra cosa fondamentale è che ci aiuta ad imparare a gestire lo studio da soli distribuendolo nei vari giorni a disposizione.

La sperimentazione, con i suoi punti di forza, riesce a creare armonia e collaborazione tra di noi, ci responsabilizza molto, rendendoci anche autonomi, e inoltre, se per esempio il nostro metodo di studio si basa su schemi o riassunti, ci aiuta ad avvantaggiarci con lo studio

L’organizzazione dello studio e meno materiale da fare a casa

Avere meno ansia per l’interrogazione dato che ce la gestiamo autonomamente

dovendoci gestire da soli abbiamo acquisito maggiore responsabilità.

Quali ti sembrano i punti deboli della sperimentazione?

Abbiamo più margine di disattenzione e tendiamo ad avere un livello di attenzione meno elevato

il fatto che magari spesso ci troviamo spesso indietro rispetto al programma prestabilito

senza una base di spiegazione del professore è più difficile studiare da soli argomenti più complicati, sfruttiamo tanto tempo forse troppo da soli

i punti deboli sono sicuramente la lentezza del programma dato che in 1 ora molte volte non riusciamo a finire neanche un solo autore

a volte le informazioni trovate potevano essere troppo vaghe e vaste da consultare e ciò poteva confondere e far perdere di vista i concetti fondamentali del filosofo.

il punto debole è avere solo un punto di vista dell’argomento quindi quello che ci viene fornito dal libro ,sarebbe importante anche una spiegazione del professore che ci fa capire più a fondo l’autore

È difficile studiare da soli alcune cose ed è più lento

Ciò che apprendo non è minimamente paragonabile a ciò che apprendo da una lezione condotta dal prof, spesso e volentieri mi ritrovo a perdere tempo, il dover essere autonomo mi fa sentire più incapace quando non riesco a capire qualcosa, questo metodo è molto lento e non ci consente di studiare il programma come vorremmo

Carico eccessivo di lavoro. I concetti difficili farli da soli è complicato. Caos durante le ore in classe.

Le verifiche che a parer mio dovrebbero essere organizzate meglio e magari più originali (es. lezioni capovolte o piccoli saggi)

il punto debole più evidente che posso menzionare è che molto spesso, studiando da soli, non riusciamo bene a mantenere lo stesso tipo di concentrazione per tutta l’ora perdendo tempo

La sperimentazione però, ha anche dei punti deboli, per esempio, essendo che ci rende più liberi, molto spesso, tendiamo a “perdere tempo” poiché non riusciamo a mantenere la stessa costanza nello studio

Visto che si studia con i compagni si perde la concentrazione più facilmente.

Studio individuale

non sempre le persone studiano e utilizzano i momenti di autogestione per fare altre cose

Ritieni opportuno continuare con questa metodologia anche nel secondo quadrimestre?

Modifiche suggerite

Nessuna

Non penso ci sia bisogno di particolari modifiche

anche se dovessimo continuare con questo metodo sarebbe più piacevole ed agevole se ci fossero integrate più lezioni del professore

alternare di più con lezioni anche fatte dal prof, esempio: il lunedì facciamo studio da soli e venerdì spiegazione del prof (o viceversa insomma) in modo che il programma scorra anche più velocemente

nessuna

secondo me il professore potrebbe alternare una lezione individuale ad una spiegata solamente da lui

Per fare più veloce e capire meglio , preferirei che gli argomenti venissero spiegati dal prof prima di studiarli da noi

se dovessimo continuare la modifica che ritengo più importante è l’alternare questo metodo ad un metodo classico esempio usato negli anni scorsi

Ora come ora non mi viene niente

Dovremmo organizzare le verifiche in periodi in cui non siamo molto impegnati con altre materie così da avere più tempo per fare approfondimenti

potremmo fare più lezioni con l’insegnante

potremmo fare più lezioni con il docente

A fine ora una spiegazione fatta dal professore.

Migliorare lo studio individuale

dovremmo comportarci meglio e studiare anche senza la sollecitazione del professore

Osservazioni

Il problema principale emerso, segnalato dagli studenti, è la lentezza. Gli studenti hanno scelto di procedere per lo più con lo studio autonomo e per gruppi, con periodiche lezioni del docente; ciò ha richiesto un tempo per affrontare i temi quasi doppio di quello necessario con la lezione. Pur essendo sempre stato a disposizione degli studenti per ogni chiarimento necessario sugli argomenti studiati, gli studenti in qualche caso si sono sentiti un po’ abbandonati a loro stessi. Mentre l’impegno della maggior parte del gruppo è stato apprezzabile, alcuni studenti hanno impiegato la libertà d’azione in modo poco costruttivo; l’impressione però è che l’incidenza di questi comportamenti sia un po’ esagerata nella valutazione complessiva. Del resto, anche con il metodo tradizionale una minoranza degli studenti tendeva a dissociarsi dal lavoro comune.

La sperimentazione offre agli studenti uno spazio di esplorazione di pratiche di studio alternative alla lezione. Il gruppo ha adottato da subito lo studio individuale e di gruppo e ha proseguito così per tutto il quadrimestre. Ho evitato di dare sollecitazioni su modalità alternative di organizzazione, perché desideravo che le esplorassero da soli.

Non tutte le competenze che sono state scelte come rilevanti all’inizio dell’anno sono state adeguatamente stimolate dal lavoro dei gruppi; in particolare non sono stati letti abbastanza testi dei filosofi. Mi sorprende anche che gli studenti non abbiano chiesto di tenere seminari di Maieutica Reciproca: ne è stato fatto solo uno, a dicembre. Probabilmente temevano di perdere altro tempo prezioso.

Fin qui gli aspetti negativi. Gli aspetti positivi emergono con decisione dalla valutazione degli studenti. Hanno acquisito più autonomia, che era l’obiettivo principale. Anche lo spirito di collaborazione sembra essere migliorato. L’aver stabilito insieme cosa studiare e con quali tempi ha dato alla classe la sensazione di perseguire un lavoro comune, e non di essere spinti dal docente a completare il programma.

Molto positiva sembra la pratica delle interrogazioni tra pari, soprattutto per superare l’ansia e il malessere che ormai sono associati alle verifiche. Un aspetto negativo è che viene a mancare quel momento di dialogo che, anche durante le verifiche, è un momento di approfondimento e di confronto culturale.

Accogliendo le proposte degli studenti, nel secondo quadrimestre procederemo alternando studio di gruppo con mie lezioni. Tenendo sempre aperta però la possibilità di una diversa organizzazione del lavoro. La Progettazione didattica condivisa non è un metodo didattico, ma il riconoscimento del diritto del gruppo della classe di ricercare in modo autonomo, con la collaborazione del docente, il metodo di volta in volta più adatto per raggiungere gli obiettivi di conoscenza e di competenza che sono stati condivisi.

Author: Antonio Vigilante

antoniovigilante@autistici.org