fotografia

In un post di qualche mese fa, Roberto Cotroneo denunciava il crollo della qualità fotografica dovuto all’uso delle fotocamere dei cellulari, sia per i limiti intrinseci dello strumento, sia per il ricorso massiccio alle modifiche a posteriori, che per lo più producono foto pacchiane. Il post ha suscitato, com’era prevedibile, un mare di polemiche e di obiezioni, sintetizzabili in uno dei primi commenti: “La ‘bella foto’ è nella sensibilità di chi scatta”. Cosa incontestabile. Si possono fare belle, bellissime foto con una fotocamera giocattolo, come la Lomo, o con la fotocamera di un iPhone. Il problema però è proprio “la sensibilità di chi scatta”. Da qualche mese ho la fortuna di vivere in una città bellissima, meta di turisti provenienti da tutto il mondo. Da qualche mese li osservo, i turisti. Ci sono quelli che arrivano in fila indiana, seguendo la guida con l’ombrello alzato, ed hanno l’aria un po’ stanca ed un po’ smarrita: come se quello fosse un lavoro, l’adempimento di un compito, più che un piacere. Ci sono quelli che invece arrivano a gruppi di due, di tre, di quattro. Più liberi, più interessati, più rilassati. Tutti hanno in comune però una cosa: scattano fotografie. Scattano fotografie a…