“Se c’è una cosa che va riconosciuta agli anarchici – scrive Maurizio Maggiani nel Romanzo della una nazione – è la memoria lunga. Tengono una memoria perfino tignosa di ogni cosa”. E’ vero, in generale. In qualche caso, anche questa memoria lunga ha qualche falla. Carmelo Palladino, ad esempio. Nelle storie del movimento anarchico italiano il suo nome appare di sfuggita, e nel Dizionario biografico degli anarchici italiani (BFS, Pisa 2003-2004, 2 voll.) manca del tutto. Va un po’ meglio se si considera la cosiddetta storia locale. Di lui si ricorda Michele Magno, storico, sindacalista e deputato comunista di Manfredonia, nel suo libro La Capitanata dalla transumanza al capitalismo agrario (1975), attuando anche un primo importante sondaggio negli archivi. 
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