I fascisti di oggi e gli sfascisti di ieri

Ai tempi del referendum costituzionale, nel novembre del 2016, scrissi sul mio profilo Facebook questo post:
Il governo Renzi è un governo neoliberista, e poiché il neoliberismo va combattuto, il governo Renzi va combattuto. Questo dice l’etica dei principi.
L’etica della responsabilità suggerisce di considerare l’esito di un gesto politico. L’opposizione a un governo mira al suo indebolimento e alla sua caduta. Ma chi può avvantaggiarsi politicamente della caduta del governo Renzi? Non esiste nessuna opposizione di sinistra che possa avvantaggiarsene. Gli unici che possono trarne un vantaggio politico sono Salvini e Grillo. Che non sono antiliberisti. Sono un neoliberismo con l’aggiunta del razzismo e del populismo.
Ora, se va al governo Salvini, l’Italia tocca il fondo. Ma tranquilli, le vostre vite di borghesi di sinistra non saranno stravolte. Potrete continuare nella vostra pacifica vita di impiegati, potrete continuare a pontificare col culo sulle vostre cattedre, raddoppiando gli strali contro quel governo che avete reso possibile, e mostrando le vostre belle mani pulite. Pulitissime.
Ad essere stravolta sarà la vita degli stranieri, degli immigrati, dei richiedenti asilo. Sarà stravolta la vita della donna che amo, e la mia. Sarà stravolta la vita di chi si troverà ad essere additato come nemico pubblico.
Non è sulla vostra pelle che si decide la partita.
Ora tocca leggere le analisi indignate degli stessi che, con le loro analisi indignate di ieri, hanno reso possibile lo sfascio attuale.

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