7 novembre, sabato

Nell’autobus una decina di richiedenti asilo. Due ragazzi del Bangladesh, gli altri sono africani. Mentre osservo, più di quanto sarebbe opportuno, uno di loro seduto di fronte a me, penso che il suo volto interamente segnato e sfregiato da cicatrici dovrebbe essere uno dei dati elementari da cui partire per costruire una vita comune decente.

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25 ottobre, domenica

Alla sinagoga di Pitigliano una signora è incredula: ma davvero il marito dovrà indossare quello strano cappellino per entrare? ma che cosa inaudita! Le spiego che non c’è nulla di particolarmente strano: nella sinagoga gli uomini mettono la kippah, come nelle moschee le donne mettono il velo. Ah, ma io in moschea non ci andrò di certo, dice la signora. All’ingresso del ghetto ci sono due soldati con il mitra spianato. Il ghetto di Pitigliano lo chiamano “la piccola Gerusalemme”, ed in effetti sembra di stare a Gerusalemme. Anche se qui gli ebrei rimasti si contano con le dita delle […]

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24 ottobre, sabato

Milano, zona duomo. Un senegalese vende quei libretti che prendevo spesso a Bari, davanti alla Feltrinelli. Gli chiedo di farmi dare uno sguardo per vedere se c’è qualcosa che non ho. Ne prendo tre: venti euro. Il ragazzo è entusiasta dell’affare. Ti regalo dei braccialetti, dice. No, dico, lascia stare. Sì, dai, dice. Ti do un braccialetto per ogni figlio che hai. Quanti figli hai? Nessun figlio. Ah: e si rattrista per un attimo, come se gli avessi confessato di avere una grave malattia. Poi riconquista il sorriso, mi regala comunque tre braccialetti colorati e mi ringrazia quasi l’avessi salvato […]

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3 gennaio, sabato

Nell’autobus. Due ragazzine sui vent’anni, sedute di fronte ad una vecchia. Una delle due le rivolge la parola: “Signora, che bella quella sciarpa”. La signora ha una sciarpa orribile con tutti i colori dell’arcobaleno. “Ah, grazie”. “Dove l’ha comprata?”. “Al mercato del mercoledì”. E cominciano la conversazione. Che strano, penso: una ragazzina parla con una vecchia. Perché? Ipotizzo: magari vuol fare pratica dell’italiano (ha un marcato accento inglese). Poi mi correggo: ma certo, sarà dei mormoni, sta cercando nuovi adepti. Ma no – dice una parte di me o un altro io in me o un ha-shatan interiore – sei […]

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Una teoria

“Prof, ma ce l’ha una teoria?”, mi chiede Lahcen. Non è la prima volta che me lo chiede. La prima volta ho tergiversato, e così vorrei fare anche ora: ma lui insiste. “Ce l’ha o no?”. “E’ complesso”, provo a dire. “Non so se riuscirei a spiegarti adesso”. Ma lui insiste. E allora azzardo. “Tu al mattino ti svegli e per tutta la giornata vivi in una certa realtà. Ecco, la mia teoria dice che c’è un’altra realtà; o meglio, che tu potresti vedere la realtà in un modo del tutto diverso. E che in questo modo del tutto diverso […]

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17 ottobre, venerdì

Le strade erano insignificanti, spesso brutte. Ma ognuna di quelle strade era impastata di me. Ogni volta che attraversavo ognuna di quelle strade, mi aggiungevo al mio passato. Sulla via della stazione ero accompagnato, ad esempio, da un ragazzino che andava alla libreria Nuova Minerva ad acquistare la sua prima copia del “De Rerum Natura” di Lucrezio. Ed ero lui, e no: e non lo ero essendolo.Ciò che mi tratteneva in quelle strade era, credo, proprio questo essere io, e no, ed essere io non essendo. Stare nel mio non essere più, essendo. Avere un’ombra, insomma.Che è quello che mi […]

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Da un’altra parte

Ho ottenuto il trasferimento a Siena. Da settembre si ricomincia da un’altra parte. Ci sono due tipi di persone che, in genere, vanno via da Foggia: quelli che lo fanno per necessità e quelli che lo fanno per scelta. I primi sono per lo più proletari e vanno via per lavoro: e partono con profonda nostalgia, e pensano ogni giorno a come tornare; ed in genere tornano, dopo qualche anno, e si sentono felici di essere tornati in quella che non ha mai smesso di essere la propria casa. Quelli che partono per scelta sono per lo più figli della […]

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9 maggio, venerdì

Aprile ci ha traditi, con le sue nuvole il suo freddo le sue piogge, ma a maggio l’aula non ci trattiene. Ci troviamo un posto nell’erba, in un angolo all’ombra. L’erba è stata tagliata da poco, c’è un buon odore di camomilla. Seminario maieutico. Il cerchio è imperfetto, perché qualcuna non se la sente di sedersi nell’erba, ha paura di sporcarsi i jeans o di essere presa d’assalto dagli insetti o dalle lucertole; ma va bene anche così. Il tema è: quali sono le nostre paure? Lo hanno scelto loro. E vengono fuori una ad una, le nostre paure: di […]

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24 aprile, venerdì

Poco fa, mentre Happy faceva i suoi bisogni, un ragazzino sulla bici all’amico: “Io lo conosco, salsiccia”. Quando avevo tredici o quattordici anni conoscevo un tale che chiamavano salsiccia. Aveva un po’ la faccia da fesso, e per questo lo chiamavano salsiccia. Poi crebbe, e il fatto di avere la faccia da fesso ed essere chiamato salsiccia cominciò a fargli male. Si fece crescere i capelli, ma restava la faccia da fesso. Allora divenne metallaro, con le borchie e tutto il resto. Ma continuavano disperatamente a chiamarlo salsiccia. Allora cominciò a fare a botte con chi lo chiamava salsiccia. Non […]

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20 febbraio, giovedì

Durante dei lavori di gruppo sull’antispecismo politico una ragazza di quinta mi ha chiesto come si può combattere il capitalismo. Non ho saputo risponderle; le ho detto che alla prossima lezione leggeremo Crack Capitalism di John Holloway. Sono fioriti gli asfodeli.

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